LinkedIn
di Edi Govoni

Sei un professionista delle vendite: agente di commercio, sales, commerciale, account manager, procacciatore, hai aperto un account LinkedIn perché è il social business per antonomasia, sei carico di aspettative ma… «ti contatta solo gente affamata che cerca clienti».

Cosa posso fare di concreto” è stata l’attività che ho intrapreso per suscitare interesse propositivo verso il social business LinkedIn, in una categoria specifica di professionisti: agenti di commercio.
LinkedIn nasce nel 2002 a Mountain View, in California (Stati Uniti), ha una veloce diffusione approdando in Italia 16 anni fa (2004), ad oggi 2020, su stima Italia, LinkedIn ha 15 milioni di utenti, di cui 1 persona su 2 che abbia età lavorativa ed abbia almeno un account social, ha anche un profilo LinkedIn.
In seguito ad un incontro live sulla creazione del Network, nel gruppo +Opportunità Agenti, dalle interazioni è nato una considerazione interessante che mi ha fatto riflettere.

«Trovo solo gente affamata che cerca clienti, oppure, lavoro»

Nel momento in cui apri un account LinkedIn: perché lo fai? Quale motivo ti porta ad essere presente su questa piattaforma?
1) Avere un digital point (luogo digitale) dedicato al lavoro ove inserire i tuoi dati e riferimenti corretti;
2) avere un digital point dove ti presenti ed esponi le tue competenze professionali di oggi;
3) avere un digital point ove poter informare sul tuo background.
Questi sono alcuni esempi, nei commenti fammi sapere!

Perché sei su LinkedIn? Ti sei posto degli obiettivi?

1) Sei competente nel tuo settore di riferimento obiettivo: personal branding, comunicarlo;
2) desideri allacciare relazioni/conoscenza con i riferimenti del tuo settore: se ti occupi di food (alimentari, Ho.Re.Ca, ristorazione) cerchi relazioni con esponenti di associazioni di categoria commerciale nelle zone che ti interessano; cerchi il contatto con chef rinomati (non esiste solo Cracco), obiettivo: relazionarti con “loro” apporta apertura mentale, visione, aumentano gli input su cui formarti, acquisisci valore oltre il tuo territorio, oltre la casa mandante che rappresenti;
3) entrare in contatto – diretto – con A.D. (Amministratore Delegato), D.C. (Direttore Commerciale), Responsabili di aree specifiche nelle aziende (es. qualità, sicurezza, produzione, ecc.), LinkedIn by-passa la maggior parte (direi tutti) degli ostacoli che troveresti nel cercare un contatto in modo tradizionale, obiettivo: farti conoscere per le tue competenze di settore lavorativo.

Hai redatto un cronoprogramma LinkedIn per raggiunge gli obiettivi?

Definisci dei momenti fissi in cui dedicarti a LinkedIn (ad es. 2 volte alla settimana) e stila la TO DO LIST delle azioni da fare: scrivere post, articoli, pubblicare, leggi e commenta l’attività della tua rete, invia informative a contatti freddi per scaldarli, invia aggiornamenti di prodotto a clienti; trasferisci la tua abilità lavorativa del quotidiano nel social, l’attività di “nutrimento” delle relazioni verso il tuo pubblico: nuovi contatti, mandanti, clienti, concorrenza.

Concorrenza!

Poniamoci eticamente, non aver paura ad esporti, Tu – il Tuo modo di comunicare – la Tua professionalità è unica, pensati come un Made in Italy! Non temere di essere copiato, se ciò avviene, pazienza sono comunque copie, se la concorrenza capisce il tuo nuovo modo di porti, vedila come una opportunità per il tuo business: sei estremamente competitivo, quasi certamente vi relazionate sui clienti Top del settore di riferimento, puoi scegliere se giocartela o fare un passo indietro, l’importante è scegliere e non subire!
A questo punto mi pare chiaro che dedicando del tempo, seguendo un programma, investendo economie digitali, non siamo su LinkedIn per “pettinare le bambole” , siamo su LinkedIn in modo attivo e sistematico per promuoverci, per attivare potenziali relazioni utili al lavoro e fino ad ora quante volte mi hai sentito dire: “per un preventivo chiamami”, “ho una esperienza trentennale”, “ordina a questo link il prodotto”, “sono nel settore dal 1968” , “ti propongo le migliori mandanti di settore”, “sono disponibile per valutare” ecc.
Nel caso in cui il tuo profilo attragga soggetti che cercano figure/clienti per effettuare una vendita, chiediti: perché? È LinkedIn che non funziona o è il tuo profilo che non comunica in modo preciso e verticale il perché sei sul social?
Il social è un ambiente che ci offre grandi possibilità, visibilità, veicola le informazioni che noi vogliamo far conoscere ma non è in linea con una vendita diretta, non escludo che si possa anche vendere, ma pensala per un attimo da consumatore, se devi acquistare un prodotto o servizio vai a cercare in LinkedIn o vai su motori di ricerca specifici?
In LinkedIn pensiamo di attivare delle relazioni di qualità, mostriamo loro il nostro valore, nutriamole per poterle trasformare in clienti, il percorso richiede tempo!
La differenza sostanziale la esercita il “modo” con cui approcciamo la piattaforma, la differenza sostanziale la esercita il “modo” con cui approcciamo la vita lavorativa di tutti i giorni, sono cambiati gli strumenti: oggi è LinkedIn – ieri erano l’auto e molti Km, oggi sono le video call – ieri erano gli appuntamenti in uffici, in aziende, una cosa non cambia – Tu, persona, il tuo valore che accudisci e curi ogni giorno per rafforzarlo e conservalo come un bene prezioso.
Saluti, Edi

AAAgents

«Decisamente dalla parte degli agenti»

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