di Valter Ribichesu.

“L’unico modo per trasformare una sconfitta in una vittoria è cercare in essa che cosa c’è di buono. Vale a dire, individuare quelle condizioni che sono dipese direttamente da noi, quelle cose sulle quali avevamo una qualche forma di controllo, che hanno portato ad ottenere un risultato negativo, per evitare di ripeterle un’altra volta. Esattamente come quando da bambini ci dicevano: “che ti serva di lezione!”.

Solo che a quanto pare l’essere umano non impara. O quanto meno, fatica ad imparare da sé stesso. Ovviamente generalizzare è un errore grossolano sia in termini di comunicazione che di regole sociali; alcune persone, infatti, hanno coltivato e sviluppato l’abitudine a riprogrammare il proprio comportamento sulla base dei propri errori, acquisendo quella che si può chiamare mentalità vincente. Proprio quella cosa che sovente si sente nominare nell’ambiente sportivo. Frasi come: “lui è un eterno secondo”, “quella squadra ha una mentalità vincente” e molte altre, sono comuni nell’ambiente sportivo così come nel business, in particolare nelle reti commerciali. Ma quante volte ci siamo effettivamente soffermati su cosa voglia dire avere una mentalità vincente?

Non è mia intenzione affrontare qui l’argomento dal punto di vista del coaching  e/o della “pragmatica della comunicazione”, voglio piuttosto mettere l’attenzione su…..”

 

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